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mercoledì 9 febbraio 2011

«Appalti? Servono regole più severe»

 MIRANDOLA. «Se le accuse fossero provate, sarebbe una dimostrazione in più che non sempre i ritardi nei lavori pubblici sono imputabili alle pubbliche amministrazioni, ma possono essere dovuti alla volontà di chi li dovrebbe eseguire e lucra sul contenzioso». Lo afferma l’assessore regionale all’Edilizia, Giancarlo Muzzarelli, sulla vicenda dell’ospedale: appalto oggetto di indagine dopo l’esposto del dg Ausl Caroli sulla presenza di Balducci-De Santis (la cosiddetta “cricca”) tra i consulenti di un arbitrato costato all’Ausl la condanna a 850mila euro. «Attendendo l’esito degli accertamenti, possiamo dire di apprezzare il comportamento dell’Ausl, la determinazione e la rapida segnalazione del fatto».
 Muzzarelli, come assicurare legalità negli appalti?
 
«Abbiamo provveduto con una legge regionale, approvata il 26 novembre: una nuova normativa sulle “Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata”. Prevede che, se i fondi sono regionali, la Pa appaltante non possa aggiudicare la gara col criterio del massimo ribasso, ma debba obbligatoriamente adottare quello dell’offerta più vantaggiosa, che consente di valutare ogni aspetto, non solo del minor costo».
 Pensa che il massimo ribasso sia un criterio “rischioso”?
 
«Il criterio si deve a un riferimento legislativo nazionale. Riteniamo che sia da evitare, e per questo mi sto battendo da tempo. É chiaro che occorre tenere alta la guardia verso chi ha scopi poco nobili, perché la crisi porta anche ad offerte pazze: se eccedono, qualcuno ci rimette, e dobbiamo evitare che ci rimettano i lavoratori o la qualità dell’opera. Tra i punti della nuova norma, figura anche l’impegno contro l’uso indiscriminato del massimo ribasso d’asta negli appalti».
- Evaristo Sparvieri

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