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venerdì 4 febbraio 2011

Bullismo e fughe da casa: "Attenti ai segnali che arrivano dai figli"

03 febbraio 2011 —   pagina 18   sezione: Cronaca

 Bullismo e fughe da casa: tre diciassettenni denunciati per furti e rapina nei confronti dei compagni di scuola e due dodicenni che scappano di casa, cercando di raggiungere Bari, forse sull'onda di un invito raccolto in chat. In un solo giorno, due episodi di cronaca che riaccendono i riflettori sui problemi dell'universo giovanile. «L'adolescenza, come fase evolutiva, si esprime per mezzo dei comportamenti», spiega Daniela Rebecchi, direttore del dipartimento di Psicologia clinica Ausl e responsabile dei Centri adolescenza. Sono 7 le strutture distribuite in provincia, una per distretto (in ogni sede c'è anche uno Spazio Giovani): nel 2009, sono stati 863 i giovani tra i 14 e i 20 anni che hanno chiesto aiuto agli psicologici del servizio. Una cifra pari al 4% dell'intera popolazione giovanile provinciale. Sedici o diciassette anni le età medie delle richieste di aiuto: giovanissimi che hanno iniziato spontaneamente un percorso di riflessione e consapevolezza verso la risoluzione del proprio sentimento di malessere.
Rebecchi, due campanelli d'allarme in un solo giorno.
«Bisogna fare alcune premesse: oggi i giovani vivono una condizione "adultizzata". C'è una vita di gruppo più carente rispetto al passato e spesso i ragazzi risentono dei problemi dei genitori all'interno della famiglia. I fattori da analizzare sulle problematiche adolescenziali sono diversi».
Quali?
«Sui giovani che si rivolgono a noi per un aiuto cerchiamo di analizzare personalità, stile educativo e contesto socio-culturale. Senza voler colpevolizzare i genitori, l'educazione è fondamentale per i ragazzi. Gli adulti devono essere un riferimento, così come il contesto sociale, che spesso genera modelli di violenza».
Ma perchè un adolescente si comporta da bullo?
«Il bullo è un ragazzo che non ha particolare autostima. Il bullismo è un modo per sentirsi forte e per dimostrarlo agli altri. Non bisogna dimenticare che il bullismo è un fenomeno di gruppo. E che il gruppo amplifica i comportamenti».
E la necessità di fuga da casa?
«Anche in questo caso, si tratta di comportamenti messi in atto in cerca di risposte e attenzioni. La fuga, come il bullismo, sono soluzioni che i ragazzi danno a se stessi per domande non poste».
Come può accorgersi un genitore che nel figlio qualcosa non va per il verso giusto?
«É difficile che un adolescente diventi bullo o decida di fuggire da un giorno all'altro. I segnali di cui preoccuparsi possono essere diversi: il ripetersi di atteggiamenti aggressivi o impulsivi, ad esempio, rappresentano un sintomo che può sfociare nel bullismo. Anche i genitori possono venire a chiedere il nostro aiuto».
Come si può intervenire?
«Dialogo: introiettare dei valori e delle regole. Come il rispetto degli altri. Bisogna insegnare al dialogo ed eliminare atteggiamenti "disadattivi". É necessario costruire nell'adolescente una giusta immagine di sè».

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