Si insedia oggi la Commissione incaricata di redigere il nuovo statuto dell’ateneo di Modena e Reggio Emilia, secondo quanto previsto dalla riforma Gelmini sull’università. Sei i mesi di tempo a disposizione dei quindici membri della Commissione per la redazione del nuovo regolamento: se entro settembre il nuovo statuto non verrà approvato, come stabilisce la nuova legge, scatterà il commissariamento dell’ateneo. Si profila una nuova università sul modello americano, con più poteri al cda e la nomina di un direttore generale.
L’iter per l’adozione dello Statuto, che regolerà la vita e la gestione dell’ateneo modenese, è iniziato martedì scorso, quando sono avvenute le nomine dei 15 membri cui è stato affidato il compito di pervenire alla formulazione di una proposta da sottoporre al confronto delle componenti accademiche: l’approvazione finale spetterà all’attuale Senato accademico, dopo il parere favorevole al testo da parte del Cda.Organi “vecchi” a deliberare su uno statuto nuovo, nel quale dovranno essere accolte e declinate alla situazione modenese direttive e indicazioni presenti nel testo di legge Gelmini. Un’università “all’americana”: a livello di governance, maggior potere ai consigli di amministrazione, con i compiti di approvare bilanci, di vigilare sulle attività finanziare, di attivare o sopprimere corsi, di approvare le chiamate dei docenti e di conferire l’incarico di direttore generale, figura che va a sostituire quella del direttore amministrativo (contratto a tempo determinato della durata di quattro anni). Tra gli altri aspetti da valutare, anche la riorganizzazione del Senato, del Cda e dei dipartimenti, questi ultimi secondo principi di semplificazione.
Dei 15 membri in commissione, selezionati sulla base di 24 autocandidature, sei sono i rappresentanti designati dal Senato Accademico (Giovanni Sebastiano Barozzi, Massimo Donini, Andrea Ferrari, Daniela Fontana, Marcello Pinti e Carlo Adolfo Porro), altri sei sono i rappresentanti designati dal Consiglio di amministrazione (Paolo Di Toma, Daniela Frigi e Giuseppe Gatti per il personale Ata, Francesco Leali per i ricercatori, Stefano Ossicini, Angela Zini come esterna in rappresentanza delle istituzioni locali). Gli altri 3 membri sono rispettivamente due persone nominate dal Consiglio degli studenti (Andrea Bosi e Giuseppe Calabrò) e il rettore Aldo Tomasi, che presiede.
«Il nostro proposito è di rispettare pienamente i termini di legge e di poter avere a disposizione una proposta già entro tre mesi - afferma Tomasi - Abbiamo il vantaggio di poter disporre di un testo abbozzato da un gruppo incaricato, più di un anno fa, di anticipare le modifiche statutarie poi recepite nella legge approvata in Parlamento». Soddisfatti delle nomine anche i ricercatori, che lo scorso gennaio con una lettera aperta avevano chiesto di avere 3 rappresentanti in commissione. Tra le nomine, sono due ora i rappresentanti della categoria: durante le consultazioni, il cda si è impegnato a inserire un ricercatore e due rappresentanti del personale Ata rivolgendo l’invito al Senato di deliberare il secondo ricercatore.
Per il 2011, inoltre, il blocco delle assunzioni nell’Unimore potrebbe diventare realtà: è il primo effetto del decreto Milleproroghe del Governo, dove per la prima volta non compaiono sconti sui criteri di calcolo del rapporto fra la spesa di personale e Fondo del finanzimento ordinario (Ffo). L’università di Modena, insieme ad altri 36 Atenei italiani, con un rapporto spesa di personale/Fondo del 97,87% supera la soglia del 90% del Ffo prevista nella finanziaria 1998.
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