MODENA. Consulenze e collaborazioni esterne: risultano 631 gli incarichi affidati dal Comune a personale esterno, trasmessi e registrati all’Anagrafe delle prestazioni. Servizi nei quali l’amministrazione è dovuta ricorrere - per scelta o necessità - a prestazioni di personale non dipendente. I dati sono resi noti dal Ministero per la pubblica amministrazione, nell’ambito dell’Operazione trasparenza. La spesa - quasi 3 milioni di euro - sarà discussa oggi in consiglio. L’assessore Colombo: “Ci sono consulenze indispensabili. Comunque, le ridurreno ulteriiormente”.
Il Comune paga 3 milioni per le consulenze esterne «Ma le stiamo tagliando» Consulenze e collaborazioni esterne: al 14 febbraio, risultano 631 gli incarichi affidati dal Comune a personale esterno, trasmessi e registrati all’Anagrafe delle prestazioni. Servizi nei quali l’amministrazione è dovuta ricorrere - per scelta o necessità - a prestazioni di personale non dipendente. I dati sono resi noti dal Ministero per la pubblica amministrazione, nell’ambito dell’Operazione trasparenza avviata nel 2008 dal ministro Renato Brunetta. La spesa delle esternalizzazioni sarà discussa oggi in Consiglio, in occasione della presentazione del bilancio.
Più di 200 consulenze esterne del settore cultura, una sessantina quelle legate alle politiche sociali, una ventina rispettivamente per i servizi di traffico, per quelli di urbanizzazione, per la gestione del personale: nella giungla delle oltre 600 consulenze esterne trasmesse dall’amministrazione all’Anagrafe delle prestazioni, si va da incarichi retribuiti con poche centinaia di euro ad altri affidati per centinaia di migliaia di euro. Alcuni risalgono al 2006, la maggior parte riguarda l’ultimo triennio e si estende su lassi di tempo variabili. Contratti di un giorno o di diversi mesi.
Spulciando tra i dati ministeriali, si scopre che negli enti pubblici della regione sono stati assegnati incarichi esterni per 231.400.733 euro (di cui 83.318.784 euro già erogati): numeri e cifre che, secondo il Ministero, saranno destinati ad aumentare fino al 30 giugno (termine ultimo per le comunicazioni del secondo semestre 2010) ma che, per quanto riguarda spese e consulenze del modenesi, saranno invece destinate a diminuire. Almeno stando a quanto afferma l’assessore al bilancio Alvaro Colombo: «Nell’ultimo assestamento, le spese legate alle consulenze esterne ammontavano a 2 milioni e 800 mila euro. Tra il 2010 e il 2011 ci sarà un calo complessivo di 700 mila euro». Una mannaia di tagli e risparmi nei conti del Comune che, sempre secondo Colombo, è iniziata già nel recente passato, quando «la riduzione della spesa per le consulenze è scesa di 600 mila euro»: «É prevista anche una riduzione per le spese del personale di 1 milione e 300 mila euro».
Ma sono tutte consulenze indispensabili? Il Comune non dispone nel proprio organico di personale al quale internalizzare gli incarichi oggi affidati ad esterni? Tra i dati diffusi, spicca una consulenza per “Attività di ricerca e rilevazione della soddisfazione dell’utenza”: il Comune di Modena spende dal primo ottobre 2009 al 31 dicembre 2011 una cifra pari a circa 130 mila euro per sapere se i cittadini siano o meno soddisfatti dei servizi comunali. Ma non è l’unica spesa “milionaria”: altri incarichi onerosi sono stati assegnati, ad esempio, per progettazioni urbanistico-edilizie.
«Bisogna distinguere tra consulenze temporanee, specialistiche e collaborazioni coordinate e continuative», fanno sapere dalla direzione generale di piazza Grande. Nel calderone del Ministero, infatti, sarebbero finite anche quelle collaborazioni, «come le docenze nelle scuole, che non rappresentano vere consulenze». Quanto al servizio di rilevazione della soddisfazione dell’utenza, da piazza Grande sottolineano che «questo tipo di attività è previsto espressamente dalla riforma Brunetta e da altre circolari ministeriali già dal 2002, secondo le quali i Comuni devono misurare le loro “perfomance”. Una spesa troppo elevata? É legata al fatto che il nostro servizio è molto professionale e accurato: più di cento ricerche che hanno testimoniato un buon gradimento nei servizi da parte dei cittadini».
«Stiamo riducendo le esternalizzazioni e valorizzando al massimo le risorse interne all’ente - conclude Colombo - Ci sono consulenze legate a interventi complessi però che non possono essere eseguiti da personale comunale. L’ideale, su cui stiamo lavorando, è trovare un giusto equilibrio tra lavoro dipendente ed esternalizzazione».
Più di 200 consulenze esterne del settore cultura, una sessantina quelle legate alle politiche sociali, una ventina rispettivamente per i servizi di traffico, per quelli di urbanizzazione, per la gestione del personale: nella giungla delle oltre 600 consulenze esterne trasmesse dall’amministrazione all’Anagrafe delle prestazioni, si va da incarichi retribuiti con poche centinaia di euro ad altri affidati per centinaia di migliaia di euro. Alcuni risalgono al 2006, la maggior parte riguarda l’ultimo triennio e si estende su lassi di tempo variabili. Contratti di un giorno o di diversi mesi.
Spulciando tra i dati ministeriali, si scopre che negli enti pubblici della regione sono stati assegnati incarichi esterni per 231.400.733 euro (di cui 83.318.784 euro già erogati): numeri e cifre che, secondo il Ministero, saranno destinati ad aumentare fino al 30 giugno (termine ultimo per le comunicazioni del secondo semestre 2010) ma che, per quanto riguarda spese e consulenze del modenesi, saranno invece destinate a diminuire. Almeno stando a quanto afferma l’assessore al bilancio Alvaro Colombo: «Nell’ultimo assestamento, le spese legate alle consulenze esterne ammontavano a 2 milioni e 800 mila euro. Tra il 2010 e il 2011 ci sarà un calo complessivo di 700 mila euro». Una mannaia di tagli e risparmi nei conti del Comune che, sempre secondo Colombo, è iniziata già nel recente passato, quando «la riduzione della spesa per le consulenze è scesa di 600 mila euro»: «É prevista anche una riduzione per le spese del personale di 1 milione e 300 mila euro».
Ma sono tutte consulenze indispensabili? Il Comune non dispone nel proprio organico di personale al quale internalizzare gli incarichi oggi affidati ad esterni? Tra i dati diffusi, spicca una consulenza per “Attività di ricerca e rilevazione della soddisfazione dell’utenza”: il Comune di Modena spende dal primo ottobre 2009 al 31 dicembre 2011 una cifra pari a circa 130 mila euro per sapere se i cittadini siano o meno soddisfatti dei servizi comunali. Ma non è l’unica spesa “milionaria”: altri incarichi onerosi sono stati assegnati, ad esempio, per progettazioni urbanistico-edilizie.
«Bisogna distinguere tra consulenze temporanee, specialistiche e collaborazioni coordinate e continuative», fanno sapere dalla direzione generale di piazza Grande. Nel calderone del Ministero, infatti, sarebbero finite anche quelle collaborazioni, «come le docenze nelle scuole, che non rappresentano vere consulenze». Quanto al servizio di rilevazione della soddisfazione dell’utenza, da piazza Grande sottolineano che «questo tipo di attività è previsto espressamente dalla riforma Brunetta e da altre circolari ministeriali già dal 2002, secondo le quali i Comuni devono misurare le loro “perfomance”. Una spesa troppo elevata? É legata al fatto che il nostro servizio è molto professionale e accurato: più di cento ricerche che hanno testimoniato un buon gradimento nei servizi da parte dei cittadini».
«Stiamo riducendo le esternalizzazioni e valorizzando al massimo le risorse interne all’ente - conclude Colombo - Ci sono consulenze legate a interventi complessi però che non possono essere eseguiti da personale comunale. L’ideale, su cui stiamo lavorando, è trovare un giusto equilibrio tra lavoro dipendente ed esternalizzazione».
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