«La verità è che nessun consigliere voleva dormire in tenda a zero gradi: non è mica come quando si fanno missioni a Parigi, in cui tutti alzano la mano per partire». Mauro Manfredini, capogruppo Lega Nord in consiglio regionale, non ci sta a subire le accuse del Movimento5Stelle. Del resto, alla causa del popolo Saharawi, da 35 anni impegnato nella lotta per l’indipendenza nel territorio del Sahara Occidentale, fra Mauritania, Algeria e Marocco, il consigliere del Carroccio pare abbastanza affezionato: presente in tre delle ultime 6 missioni regionali sull’argomento, tra cui anche una conferenza nella bella Barcellona. «La Lega vuole aiutare i popoli nel loro territorio di appartenenza e si schiera sempre a favore di chi reclama indipendenza e autodeterminazione», spiega a coloro che gli fanno notare una certa divergenza tra il suo accaloramento verso i Saharawi e la politica dei respingimenti del Carroccio. Sarà dunque per l’ideale dell’indipendenza che, nella maratona di lunedì, il 69enne consigliere leghista, insieme a Vecchi, correrà per un tratto di 5 chilometri: «Ho anche acquistato di tasca mia quaderni, colori e materiali didattici per 400 euro da donare a 30 bambini Saharawi - continua il leghista - Se i grillini vogliono venire nel deserto insieme a me, il viaggio lo offro io. Voglio vedere come vivranno con un solo litro e mezzo d’acqua al giorno che deve servire anche per l’igiene personale». E mentre Favia si chiede ironicamente se si tratti dello stesso Manfredini «che gridava contro l’acquisto da parte della Regione di 5 dromedari da latte per i Saharawi» (animali che, con 70 capre da latte, saranno consegnati proprio durante la Sahara Marathon), il capogruppo del Carroccio nega categoricamente che si sia opposto alla donazione, promettendo ai grillini che tornerà con delle foto significative della sua esperienza: una missione che, anche secondo l’assemblea legislativa, non sarà una passeggiata di piacere, seppure a spese dei contribuenti. «Nei tre giorni di visita, assieme a numerose altre presenze istituzionali internazionali - ribadiscono dal consiglio - i consiglieri regionali saranno ospiti in quei campi dove i profughi vivono in tende in condizioni climatiche ed atmosferiche totalmente ostili. Una situazione alla quale offrono riparo i soggiorni che annualmente si organizzano per tanti bambini in Emilia-Romagna, come in altre regioni e Paesi europei, grazie all’impegno di un ricco tessuto associativo cresciuto attorno alla causa di questo popolo da 35 anni in attesa del riconoscimento dei propri diritti». Quanto alla proposta di legge sulla trasparenza avanzata da Favia, che lamenta costi e processi decisionali per le missioni dei consiglieri «non comunicati dalla Regione in maniera trasparente e fruibile a tutti», Manfredini rilancia: «Il Movimento5stelle parla sempre di trasparenza - contrattacca - ma perchè non spiega ai cittadini che, anche se si vantano di essersi autoridotti gli stipendi, in realtà costano alla collettività come ogni altro consigliere?».
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