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mercoledì 9 febbraio 2011

Pighi: «Il nostro registro è legittimo e utile»

 «Modena “disobbediente”? La circolare ministeriale che sancisce l’illegittimità dei testamenti biologici non interessa il nostro registro, con il quale il Comune si fa garante di un diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione: “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento se non per disposizione di legge” e “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”». Così il sindaco Giorgio Pighi ha aperto ieri “Il registro delle dichiarazioni anticipate di volontà. Le esperienze a confronto”, convegno nazionale al quale hanno partecipato rappresentanti di istituzioni e associazioni, per affrontare gli aspetti giuridici, amministrativi ed etici dei registri comunali sui trattamenti di fine vita: 123 le richieste depositate a Modena dal 14 giugno, quando è entrata in esecuzione la delibera comunale. Il convegno si è svolto a pochi giorni dalla discussione alla Camera del dl Calabrò sui testamenti biologici, prevista il 21 febbraio. Un provvedimento che - nell’attuale assenza di una legge - non piace alle associazioni. Come spiega Maria Laura Cattinari di LiberaUscita: «Speriamo che questo convegno sia di monito al legislatore su due aspetti che contestiamo - spiega Cattinari - il primo è quello della “non vincolatività”, che stabilisce che il decisore finale dei trattamenti sia il medico e non il paziente, che vede così sottrarsi un diritto stabilito dalla Costituzione. Il secondo riguarda le nutrizioni e le idratazioni artificiali forzate, che sono giudicate non rifiutabili a prescidere dalle volontà di intendere e di volere delle persone». In Italia, secondo LiberaUscita, alla fine del 2010 sono stati istituiti registri in 3 Province, 4 comuni capoluogo di Regione, 13 comuni capoluogo di Provincia e 62 piccoli Comuni, oltre ai Municipi X e XI di Roma. Ed è sulle iniziative di queste amministrazioni che nel novembre scorso è stata diramata una circolare congiunta dei ministri Fazio (Salute), Sacconi (Welfare) e Maroni (Interni), che ha dichiarato l’«illegittimità» dei registri. Argomento sollevato anche dai rappresentanti modenesi del Pdl, come il consiglere regionale Andrea Leoni, che ieri ha annunciato di aver inviato una comunicazione alla Corte dei Conti, per «uso distorto delle risorse pubbliche»: «L’organizzazione di un convegno per promuovere registri illegittimi aggiunge al danno economico anche uno strappo istituzionale - sostiene Leoni - i cittadini devono sapere che il Comune sta spendendo risorse per gestire un servizio su cui non ha alcuna competenza». Ma in piazza Grande la pensano diversamente: «I Comuni svolgono un compito di tipo notarile su qualunqe tipo di volontà si voglia depositare, non necessariamente sul rifiuto dei trattamenti sanitari» dice il dirigente dell’anagrafe Giorgio Castelli.
- Evaristo Sparvieri

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