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domenica 20 febbraio 2011

Righetti: rifletto sulla musica in un libro che è una matrioska

 
 MODENA. Un libro in uscita oggi, una canzone su San Geminiano e un tour di presentazione. É un momento magico per il bassista Antonio “Rigo” Righetti, che oggi alle 15, in occasione di Buk, il festival della piccola e media editoria, presenta al Foro Boario il suo primo libro: “Autoscatto in 4/4”.
 Rigo, quando è nata l’idea di scrivere un libro?
 
«La scrittura è qualcosa che per me è venuta prima della musica, alla quale ho prestato una dedizione totale. Ho sempre preso appunti sul mio taccuino. Poi, un giorno, Claudio Gavioli ha deciso di mettere un po’ di ordine alle tonnellate di materiale raccolto: 30 anni di viaggi, musica, libri letti, fermate in austrada con l’auto in panne. Pian piano, il libro ha preso forma».
 La musica è presente anche nel libro, a cominciare dal cd allegato.
 
«Il cd “Live @ the Stones cafè” è l’ideale colonna sonora della lettura. Poi ci sono i personaggi: Bob Dylan, Elvis, Joe Strummer, Tom Waits, Bruce Springsteen. Sono le mie ossessioni musicali».
 In che modo entrano nel racconto?
 
«Il libro è concepito come una matrioska: la dimensione più ampia è data da una riflessione saggistica sulla musica. Ad una dimensione media, invece, c’è la storia dell’amicizia tra Jack Kerouac e Neal Cassady. Di Springsteen, Elvis, Bob Dylan, racconto, romanzandoli, aneddoti realmente accaduti. Come quando Joe Strummer, in tour in Italia, ha indossato una maglietta con il logo delle Br, pensando fosse una band. O come quando Dylan ha realizzato la rivoluzione elettrica».
 La prefazione è a cura di Luciano Ligabue, con il quale hai collaborato a lungo.
 
«Anche il titolo è per metà di Luciano. Inizialmente il libro doveva intitolarsi “Autoritratto in 4/4”. Poi Luciano lo ha letto, ha scritto due cartelle, in cui parlava di autoscatto. Abbiamo pensato che fosse un titolo più interessante. Delle immagini presenti nel volume, molte sono autoscatti. Come la copertina».
 E il 4/4??
 
«É il tempo del rock, l’ossessione di tutti i rockers, da Elvis in poi».
 Anche San Geminiano è rock?
 
«Scrivere quel brano è stata una sfida. Emilio Bertoni delle Confraternita mi aveva chiesto di scrivere un brano sul patrono. Ho iniziato a documentarmi e ho trovato una preghiera dell’800 che è diventata la prima strofa. Non canto mai in italiano. A suo modo, quel brano è un miracolo».
- Evaristo Sparvieri

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