Cerca nel blog

lunedì 21 febbraio 2011

Una fronda vuole rottamare Sitta

 “Cittadini attivi per Modena”. Ovvero, rottamatori di Daniele Sitta. É infatti l’assessore alla programmazione e gestione del Comune di Modena, Daniele Sitta, il bersaglio - neanche troppo velato - di un nuovo gruppo di cittadinanza attiva presentato ieri al Caffè Concerto: una ventina di persone che, tessera Pd alla mano, chiede maggior spazio decisionale nelle scelte strategiche che interessano la città. A partire, ovviamente, da quella piscina al parco Ferrari, nelle cui acque rischiano di naufragare la giunta e il Partito democratico. La strategia è quella veltroniana - non citare mai direttamente l’avversario - ma ci vanno giù pesante.
 I nomi sono di quelli che contano: ex assessori regionali o comunali, ex consiglieri, ex presidenti nel ricco tessuto associazionistico modenese, ex segretari di circoli. Un manipolo di diciotto “ex”, insomma, le cui voci dentro il Pd si fanno ancora sentire e che, dopo essersi incontrati sul web, hanno lanciato ieri un nuovo laboratorio politico - aperto a tutti - che fa perno intorno alle nuove potenzialità della rete.
 Sul sito www.modenaattiva.it, sarà infatti possibile discutere online di tutte quelle iniziative cittadine sulle quali il nuovo movimento lamenta l’assenza di confronto nelle sedi del Pd. A partire dalla piscina al parco Ferrari, sulla quale i 18 firmatari del documento si dichiarano «contrari», ritenendo che sia «più funzionale collocarla in zone della città non coperte da questo servizio»: «Riteniamo utile e necessario - continuano dal movimento - un impegno specifico per valorizzare l’area e renderla più utilizzabile come spazio verde al servizio di tutta la città».
 Tra i diciotto “dissidenti”, ci sono Paola Aime, membro del comitato promotore del Pd, e Maurizio Borsari, della Fondazione Del Monte; l’ex assessore regionale all’ambiente Renato Cocchi, e l’ex consigliere comunale Luca De Pietri; l’ex assessore comunale Franco Del Carlo, e il portavoce del comitato di via Cannizzaro Marco Miana. Senza contare l’ex presidente dell’Arci (nonchè ex assessore) Fabio Mosca, l’ex presidente di Legacoop Stefano Stagi, l’ex assessore comunale Dino Sgarbi, e il coordinatore cittadino del Forum Pd sull’ambiente Paolo Silingardi. Alcuni sono tra i fondatori modenesi del Pd, di cui mostrano la tessera di iscrizione: «Abbiamo votato e sosteniamo il sindaco Pighi, ma siamo preoccupati per le decisioni urbanistiche e ambientali che si profilano all’orizzonte e per il modello di città che si sta realizzando». Il bersaglio è l’assessore alla programmazione e gestione Daniele Sitta che, con fare veltroniano, non viene quasi mai citato direttamente dagli interessati, ma traspare con chiarezza nelle allusioni ad una politica del “ghe pensi mi” e ad una serie di recenti botta e risposta personali tra lo stesso assessore e alcuni membri del nuovo gruppo.
 «Io non sono disposto a tollerare attacchi personali - esordisce Paolo Silingardi - voglio che mi si risponda nel merito dei temi: ma qui le decisioni sembrano già tutte essere state già prese senza confronto. Voglio la stessa dignità per le idee mie e quelle di Sitta».
 Profetiche, dunque, le parole del consigliere Ingrid Caporioni quando, in aria di dimissioni, aveva accusato alcuni membri del Pd di non sostenere la giunta: come un orologio svizzero, l’attacco a Sitta dei rottamatori arriva puntuale a gettare benzina sul fuoco del centrosinistra modenese.
 «Ricordo la nascita del Pd a Modena come la speranza di un progetto aperto - afferma Luca De Pietri - oggi quello spirito non c’è più. Ai nostri segretari avevamo chiesto un confronto leale. Abbiamo ricevuto in risposta il nulla». Ma il segretario cittadino cittadino Giuseppe Boschini non ci sta: «Non sono interessato a una querelle pro o contro Sitta. Il Pd è aperto al confronto, lo testimonia lo spazio che questi iscritti hanno all’interno del partito».

Nessun commento:

Posta un commento